Continuous feedback: perché è una leva innovativa

Continuous feedback: perché è una leva innovativa

Continuous feedback: perché è una leva innovativa

Il Continuous feedback è una metodologia di gestione delle performance delle risorse umane che prevede che le persone diano e ricevano feedback sul loro lavoro in maniera continua.
Attualmente è in fase di sperimentazione in diverse realtà italiane e non manca di incuriosire le HR delle grandi aziende.

 

Continuous feedback: che cos’è e perché è utile

L’idea di fondo del continuous feedback è che lo sviluppo personale di ogni individuo sia un processo continuo e non segua i ritmi del calendario annuali, tipici delle performance review delle imprese tradizionali. Ricevere feedback perpetui aiuta a mettersi in discussione e soprattutto a capire le proprie lacune e, nel caso, ad aggiornarsi e innovarsi per colmarle e affinarle.

È quindi utile come metodologia perché permette di avere sempre un riscontro dai propri collaboratori rispetto alle attività che si stanno svolgendo e al proprio lavoro in generale.

 

Dalla tecnologia alle persone: il miglioramento grazie al continuous feedback

Per capire meglio perché il continuous feedback possa essere realmente utile alla crescita delle persone in azienda, si può utilizzare un’analogia.
Dai grandi colossi tech come Apple, Amazon e Microsoft ai progetti più semplici, ogni tecnologia ha una metodologia comune: il continuous feedback.
Che si tratti di feedback per i software, per le applicazioni o per i siti (come ad esempio gli e-commerce), il fatto di ricevere feedback continui fa sì che si possano individuare e sistemare velocemente gli errori, ma allo stesso tempo rende più rapido il processo di aggiornamento e miglioramento.
Da un approccio del genere, si può prendere spunto per rendere la propria organizzazione Agile: proprio come nell’ambito tecnologico, anche nei team aziendali un continuous feedback può permettere di avere una maggiore trasparenza tra i collaboratori, non commettere a lungo gli errori, notare le proprie lacune e aggiornarsi per migliorare.

 

Dallo sport all’ufficio: il miglioramento grazie al continuous feedback

L’importanza di un feedback continuo può essere sottolineata ulteriormente considerando l’ambito dove il continuous feedback è utilizzato da sempre: lo sport.

I giocatori di una squadra, di qualsiasi sport si tratti, ricevono feedback continuamente: dal compagno di squadra al coach, ognuno sa costantemente lo stato e il livello delle sue performance. Nello sport non ci sono pause o momenti inopportuni per ricevere dei feedback: durante l’anno, ad ogni allenamento, durante ogni partita, ognuno è sottoposto alla critica costruttiva delle persone intorno a sé.
Così, allo stesso modo, deve essere in ufficio: l’organizzazione Agile degli spazi e dei team lavorativi fa sì che le persone si sentano realmente in un team e come tale dovrebbero adottare l’abitudine del continuous feedback per notare le proprie lacune e migliorarsi continuamente.

 

Quali sono i benefici concreti del continuous feedback

Per far sì che il continuous feedback abbia realmente dei benefici, è necessario prima di tutto che entri a far parte del mindset di tutti i collaboratori.

Difatti, non è utile soltanto ai top manager dell’azienda per avere un giudizio dal basso su come ognuno sta svolgendo il proprio lavoro, ma è di grande utilità anche per i dipendenti stessi per lavorare in un clima più disteso e riuscire a collaborare senza anteporre filtri superficiali alle critiche costruttive.

I benefici reali sono:

  • Un clima di trasparenza all’interno dell’azienda, sia tra collaboratori che con i gradi più alti;
  • Una maggiore fiducia tra i vari livelli gerarchici dell’organizzazione;
  • La possibilità di comprendere più velocemente una direzione sbagliata di azioni e obiettivi grazie a consigli e suggerimenti rapidi;
  • Riuscire a stare al passo con modelli di business sempre più dinamici.

 

Come mettere in pratica efficacemente il continuous feedback

In ogni organizzazione è necessario stabilire come verrà introdotta questa metodologia di valutazione e gestione delle performance. È un cambiamento delicato poiché, a seconda di come viene gestito, può influenzare positivamente o negativamente il clima aziendale e la collaborazione tra dipendenti, e tra dipendenti e manager.

Le caratteristiche che un’azienda deve stabilire prima di introdurlo sono sicuramente:

  • Se introdurre feedback sia positivi che negativi, oppure quelli solo positivi per evitare malumori all’interno dell’organizzazione.
  • Se far esprimere i propri giudizi in anonimato oppure con il proprio nome: in anonimato verrebbe meno il beneficio della trasparenza, ma molti dipendenti si sentono a disagio nell’esprimere apertamente critiche nei confronti delle posizioni più elevate in azienda.
  • La cadenza dei feedback: potrebbero essere organizzati con una cadenza regolare (ogni settimana, ogni due settimane, ogni mese, ogni tre mesi), ma potrebbero anche venire presentati senza anticipo e organizzazione a seconda dei periodi.

 

Le difficoltà di un cambiamento non semplice

Sebbene come concetto possa sembrare semplice, in realtà richiede molto impegno, sia da parte dell’organizzazione che da parte di tutti i collaboratori.

Quando si tratta di feedback e critiche costruttive, bisogna considerare prima di tutto il fatto che molti non sanno dare un giudizio oggettivo e di conseguenza rischierebbero di usare un tono sbagliato e offendere un proprio collaboratore.

Per far funzionare il metodo del continuous feedback esistono dei semplici suggerimenti:

  • Dalle analisi psicometriche degli ultimi 40 anni, è emerso che le persone non sono dotate di obiettività nel giudicare gli aspetti intangibili degli altri individui.
    Quindi bisognerebbe spostare l’attenzione dal valutare com’è l’altra persona al comunicarle come ci sentiamo noi nei confronti del suo lavoro e delle sue azioni.
  • Quando le persone valutano qualcuno, proiettano su quest’ultimo le visioni personali di come deve essere svolto il lavoro: bisognerebbe invece focalizzarsi sui risultati. Soprattutto, quando si danno dei feedback non bisogna essere autoreferenziali poiché non si può mai dare per scontato quello che pensiamo di conoscere.

La gestione e l’analisi dei dati generati attraverso il Continuous Feedback potrebbero sembrare complicati, ma, grazie alle giuste componenti tecnologiche e strategiche, è possibile ottenere una chiara e corretta interpretazione delle performance di ogni singolo collaboratore. Inoltre, a partire da questi dati è possibile avere una solida base su cui costruire gli obiettivi di carriera e di formazione.

New call-to-action