Quali sono le competenze trasversali per abbracciare il cambiamento 4.0

Quali sono le competenze trasversali per abbracciare il cambiamento 4.0

Quali sono le competenze trasversali per abbracciare il cambiamento 4.0

Identificare oggi quali sono le competenze trasversali necessarie all’interno della propria organizzazione può fare la differenza tra il mero sopravvivere e l’esserne protagonista sui mercati di oggi.

La pandemia e i blocchi ad essa legati hanno fatto compiere al Paese un balzo di tecnologico in avanti di 10 anni: lavoro, istruzione, acquisti, servizi erogati dalla pubblica amministrazione – solo per citare alcuni aspetti – tutto nel giro di pochi giorni è passato dalla dimensione reale a quella virtuale, costringendo aziende e cittadini a misurarsi col proprio livello di digitalizzazione.

È emerso però un preoccupante digital skill gap tanto che, secondo la ricerca The Future of Jobs Report 2020 del World Economic Forum, le aziende stimano che circa il 40% dei lavoratori richiederà una riqualificazione e il 94% dei leader aziendali si aspetta che i dipendenti acquisiscano nuove competenze sul lavoro.

Ma se diventa dunque necessario apprendere nuove competenze tecniche per governare macchine sempre più complesse, dall’altro lato tocca riflettere sul fatto che, con la tecnologia che cambia rapidamente il modo in cui lavoriamo, le cosiddette soft skill possono diventare obsolete altrettanto velocemente. Cosa fare dunque per ottimizzare gli sforzi formativi e sviluppare resilienza e adattabilità all’interno delle organizzazioni?

 

Competenze trasversali per sviluppo, resilienza e adattabilità

A questa domanda hanno risposto sull’Harvard Business Review Becky Frankiewicz, Presidente di ManpowerGroup Nord America, e Tomas Chamorro-Premuzic, Chief Talent Scientist presso ManpowerGroup nonché professore di psicologia aziendale presso l’University College di Londra e alla Columbia University e associato presso l’Entrepreneurial Finance Lab di Harvard. “Secondo noi – dicono i due esperti HR − il modo migliore per rendere la tua organizzazione data-driven e digitale è investire selettivamente in coloro che sono in primo luogo più adattabili, curiosi e flessibili.

Dal momento che nessuno sa quali saranno le principali hard skills future, l’azione migliore è scommettere sulle persone che hanno maggiori probabilità di svilupparle”, in sintesi: bisogna puntare sul digital mindset.

Frankiewicz e Chamorro-Premuzic partono dal presupposto che la trasformazione digitale riguarda meno la tecnologia e più le persone e le competenze tecnologiche chiave sono le competenze trasversali piuttosto che le competenze complesse. “La nostra filosofia per lo sviluppo del talento consiste nel combinare il potenziale per le soft skills e il la conoscenza delle hard skills: selezioniamo persone con un’elevata capacità di apprendimento (persone con una mente affamata). La competenza tecnica è temporanea, ma la curiosità intellettuale deve essere permanente”, affermano i due professionisti.

Vediamo dunque quali sono le competenze trasversali che fanno la differenza nell’era della digital transformation.

 

Dal digital mindset al digital selling: quali sono le competenze trasversali che contano

Mentre le competenze tecniche, o hard skill, si riferiscono alle conoscenze e abilità relative al lavoro che si deve andare svolgere, le competenze trasversali, o soft skill appunto, sono legate più al modo in cui queste attività vengono svolte. Essendo strettamente connesse alle abilità della singola persona, e non per esempio agli strumenti che vengono forniti, a fronte di una tecnologia in rapidissima evoluzione, investire sullo sviluppo di digital soft skill all’interno dell’organizzazioni significa porsi nella condizione privilegiata di poter prosperare in un contesto globale in costante relazione, e per questo fortemente insidioso, come quello attuale.

Qui, dunque, una sintesi di quali sono le competenze trasversali principali nell’era della digital transformation:

  • Digital Mindset: alla base di tutte le digital soft skill, la “mentalità digitale” indica quella predisposizione entusiasta e proattiva al cambiamento indotto dalla digitalizzazione, nonché la capacità vederne i vantaggi e trovarne applicazione anche nella quotidianità.
  • Digital Awareness: tradotto letteralmente, è la “consapevolezza digitale”. Riguarda la capacità di poter comprendere e gestire le tecnologie facendo in modo di non soccombere ad esse sino a giungere, per esempio, a manifestazioni di malessere legate al tecnostress.
  • Digital Literacy: in italiano, “alfabetizzazione digitale”. Riguarda la capacità di utilizzare internet e gli strumenti tecnologici in generale per accedere alle informazioni, comunicare e agire.
  • Digital Privacy: in un ambiente costruito sul concetto di condivisione, sviluppare la giusta sensibilità per la protezione dei dati confidenziali è di primaria importanza per la tutela di sé stessi e dell’organizzazione per la quale si opera.
  • Virtual Communication: si riferisce alla capacità di gestire i molteplici strumenti di comunicazione digitale (videochat, e-mail, app di messaggistica, forum) muovendosi con disinvoltura dall’uno all’altro ambiente virtuale, comunicando efficacemente anche a distanza e intessendo relazioni.
  • Digital Collaboration: ovvero la capacità di collaborare anche a distanza attraverso gli strumenti digitali. Superfluo indugiare sull’importanza di questa digital soft skill oggi che, con l’esperienza dello smart working, è parte essenziale dell’attuale modello di lavoro ibrido.
  • Digital Problem Solving: è la capacità di risolvere un problema attraverso gli strumenti digitali sfruttando a pieno tutte le loro potenzialità.
  • Digital Sales: sia che si faccia riferimento al settore B2B che a quello B2C, comprare online è ormai un’abitudine sempre più diffusa. Per tale ragione i venditori di oggi devono essere in grado di essere presenti con competenza là dove si trovano i loro clienti.

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