Strategie di e-learning: quali sono le più efficaci per l’azienda

Strategie di e-learning: quali sono le più efficaci per l’azienda

Può sembrare ovvio, ma non tutte le strategie di e-learning sono uguali. In particolare, per la formazione in azienda, serve oggi più che mai adottare formati brevi, snelli, coinvolgenti e possibilmente organizzati in percorsi di crescita che stimolino l’autoapprendimento.

Tra le principali strategie di e-learning ne spiccano in particolare quattro adatte per le dinamiche aziendali: Microlearning, Snack Content, Self Learning e Gamification. Vediamo caratteristiche e peculiarità di ciascuna strategia.

 

Strategie di e-learning efficaci: il Microlearning

Quando si parla di Microlearning si fa riferimento a quella modalità di apprendimento in cui le lezioni sono organizzate secondo brevi video pillole, ma anche arricchite di podcast, riassunti di libri, infografiche, decaloghi, tutorial. Si tratta quindi di contenuti brevi, pertinenti e facili da fruire. Molte piattaforme e provider di contenuti stanno abbracciando questa strategia e stanno investendo sul microlearning per permettere alle persone di fruire della formazione in qualsiasi momento e luogo.

  • Il vantaggio per l’azienda è evidente: i contenuti possono essere fruiti ovunque, in qualsiasi momento, senza pesare sulla produttività del lavoratore a livello di tempo e di attenzione.

 

Snackable Content: una strategia “pop” a prova di millennial

Gli Snackable Content sono contenuti formativi organizzati e creati non solo pensando alla brevità e alla rapidità, ma anche al linguaggio e alla cultura di riferimento. Infatti, l’e-learning deve cercare di mantenere sempre alta l’attenzione e di non fare mai annoiare il partecipante.

Molte piattaforme hanno deciso di costruire i propri contenuti in maniera “pop”, per stimolare le persone con un linguaggio meno formale delle lezioni tradizionali, ma anche per mantenere alta l’attenzione con immagini, comunicazione visuale e storytelling e utili quindi a ingaggiare i più giovani dell’azienda.

Inoltre, i progetti più innovativi sviluppano contenuti che si ispirano apertamente alla cultura contemporanea pop come i meme, le gif, i minivideo e le card.

  • Il vantaggio per l’azienda è facilmente intuibile: in questo modo vengono coinvolte tutte le generazioni e, grazie alla brevità dei contenuti, la soglia dell’attenzione viene mantenuta sempre alta.

 

La Gamification come strategia di e-Learning

Per Gamification si intendono infine quelle strategie di e-learning che sono state impostate per mutuare gli aspetti tipici del gioco e del videogioco all’interno dell’esperienza di apprendimento (classifiche a punti, sfide e contest, badge e attestati).

Nei casi più d’avanguardia, alcune piattaforme hanno iniziato a sperimentare aspetti ispirati dal mondo consumer, come iniziative di e-learning che applicano il concetto di serialità tipico delle serie TV.
Si stanno sperimentando anche attività basate sulla Realtà Virtuale, soprattutto per quei progetti di training che hanno una forte componente esperienziale, come pilotaggio mezzi o conduzione di macchinari.

  • Il vantaggio per l’azienda è fondamentale: in questo modo le imprese possono rendere più interattivo l’apprendimento e allo stesso tempo avere la certezza dell’avvenuta formazione.

 

Il segreto dell’e-learning: il Self Learning

Il Self learning non è propriamente una strategia di e-learning, ma è uno dei metodi più attuali per fruire di contenuti di e-learning. Come funziona? Semplice: utilizzare il Self learning significa sfruttare la naturale curiosità di ognuno di noi nel ricercare contenuti pertinenti con i propri interessi, in un mondo dove abbondano contenuti e fonti.
Soprattutto nel 2020, anno in cui molte persone si sono ritrovate a lavorare in remote working, avere la capacità di formarsi autonomamente è fondamentale a livello professionale e personale.

In generale, alcune fonti di contenuti d’esempio per l’autoapprendimento sono: TED Talk, YouTube, Instagram e Facebook, i blog, le testate editoriali specializzate.

Nel caso specifico esistono piattaforme di e-learning che mettono a disposizione una pluralità di fonti (video, articoli, blog) e permettono di costruire percorsi di autoapprendimento, analizzando gli interessi di ogni partecipante e personalizzando il loro percorso formativo. In questo modo, non solo adattano il percorso di apprendimento a ogni persona, ma la stimolano anche a non fermarsi al singolo contenuto e ad ampliare ulteriormente le proprie conoscenze.

 

Gli errori più comuni delle strategie di e-learning

Per concludere, affinché l’e-learning possa avere il ruolo che ci si aspetta e possa fungere da aggiornamento continuo delle proprie competenze, è necessario che abbia contenuti il più possibile attendibili e organizzati e insegnati con professionalità.

Esistono numerose piattaforme e-learning, ma molte di queste presentano degli errori molto comuni:

  1. scarsa qualità dei contenuti: bisogna sempre stare attenti a costruire dei contenuti che non siano né troppo banali, e quindi noiosi, né troppo intricati, e quindi impossibili da seguire.
  2. scarsa qualità tecnica: una regia, un montaggio e una grafica non di qualità può inficiare l’efficacia comunicativa. Una grafica poco immediata e pesante può portare alla lunga a far abbandonare un corso e-learning perché poco accattivante.
  3. trascuratezza delle piattaforme: ogni piattaforma e-learning va periodicamente controllata per mantenere un funzionamento il più possibile immediato.
  4. mancanza di coordinamento: spesso alcune piattaforme caricano contenuti che paiono poco coordinati gli uni con gli altri, e questo allontana partecipanti per il disordine dell’insegnamento. Come nelle lezioni tradizionali, è necessario organizzare le lezioni in maniera chiara.
  5. misurazione parziale dei risultati: numerose piattaforme utilizzano la misurazione dei risultati attraverso domande di fine video ed esami di fine corso. Ma questo non è l’unico metodo per misurare i risultati delle piattaforme: attraverso meccanismi di analytics e di analisi delle reti sociali si può capire quali contenuti vengono completati maggiormente e quali generano reazioni più positive o negative.

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